Il “cerchio degli amici” è un metodica creata per aumentare l’inclusione di qualunque ragazzino stia sperimentando difficoltà a scuola a causa di una disabilità o/e di comportamenti inappropriati verso gli altri. Il “cerchio degli amici” funziona mobilitando i compagni del ragazzo in questione per dargli supporto, impegnandoli nella soluzione dei problemi insieme alla persona in difficoltà.Questo intervento è stato utilizzato negli ultimi vent’anni nel Nord America ( partendo dal lavoro sulla personalizzazione nato in Canada) per normalizzare l’esperienza di vita degli alunni con disabilità che sappiamo essere a forte rischio di isolamento se prendiamo in considerazione gli standard dello  stile di vita e relazione degli altri.
Uno dei vantaggi principali di questa metodica è che non richiede un grande impegno da parte del corpo docente ma in compenso il gruppo appartenente al cerchio, oltre ad avere un effetto diretto sulla qualità di vita del ragazzo, ha un effetto indiretto di facilitatore alla comprensione dello stesso da parte del gruppo docente. Inoltre esiste un ritorno benefico sui ragazzi che compongono il gruppo in termini di capacità di ascolto, responsabilità, problem solving, autostima.
 Gli obiettivi: Creare un circolo di supporto per il ragazzo, ridurne i comportamenti inadeguati facendone capire gli effetti sugli altri ed offrendo alternative più funzionali. Aiutare il ragazzo a farsi degli amici. Introdurre attraverso  una sorta di tutoraggio alla pari il ragazzo nella classe e presso gli insegnanti, in particolare gli insegnanti curricolari che possono non avere avuto molte occasioni di approfondire le questioni specifiche legate all’alunno.
 Modalità organizzative
 Viene organizzata una riunione settimanale alla presenza dell’ insegnante o operatore della scuola che in seguito gestirà il gruppo e 6/8 compagni volontari. All’inizio la riunione è guidata da un facilitatore esterno, generalmente uno psicologo dell’educazione mentre la figura adulta (insegnante o operatore scolastico) che in seguito dovrà condurre il gruppo agisce come osservatore ed aiuta nella registrazione degli interventi.  La riunione dura una mezz’ora circa. Vengono utilizzate metodiche di problem solving ma c’è spazio anche per l’esplorazione di problemi e difficoltà. Lo scopo principale è di generare strategie e idee supportive.
Lo psicologo educativo ed in seguito l’adulto  (insegnante o operatore scolastico) che facilita il gruppo agisce come moderatore contenendo e mantenendo confini e regole di base per offrire uno spazio sicuro adatto all’esplorazione di emozioni e idee. Il ruolo è anche quello di creare un ambiente che aumenti l’autostima del ragazzo al centro del gruppo e degli altri componenti. Il facilitatore è presente per incoraggiare il mutuo supporto, la fiducia, l’onestà e l’apertura tra i membri del gruppo.
Il cerchio velocemente diviene un’esperienza di apprendimento per tutti i componenti dato che offre lo spazio per esprimersi sui sentimenti, per imparare metodi di soluzioni di problemi, di ascolto, di empatia ed elaborazione di idee. I ragazzi partecipano su base volontaria, previa autorizzazione dei genitori.